03/04/2026
Per il Venerdì Santo, oggi vi porto un ricordo vecchissimo: la pasta con le alici alla calabrese, proprio come la faceva mia nonna.
Il Venerdì Santo si mangia di magro. Non per folklore, non “perché si è sempre fatto”, ma per una prescrizione religiosa precisa. E “magro” non significa leggero, né dietetico, né a base di verdure: significa senza carne.
Il termine esiste perché esisteva il suo contrario, il “grasso”. Nei calendari alimentari di un tempo i giorni erano distinti: quelli della carne, dell’abbondanza, e quelli in cui quella pienezza veniva sospesa. Non per mangiare meno, ma per segnare una differenza.
La ricetta che in tanti paesi si fa in bianco, da noi profuma di sugo. Oggi l'ho preparata proprio così, con i maccheroni calabresi col ferretto e ve la lascio perché la tradizione vive nei piatti che condividiamo.
Ingredienti (per 2 persone)
180 g di fileja (maccheroni calabresi)
6 alici sotto sale (da dissalare)
1 bottiglia di passata di pomodoro
olio extravergine d’oliva q.b.
finocchietto selvatico q.b.
4 cucchiai di pangrattato
Aglio a sentimento 💚
Procedimento
Sciacqua bene le alici sotto acqua corrente per eliminare il sale in eccesso, poi dividile a pezzettoni.
In una padella fai soffriggere leggermente l’aglio con un filo d’olio. Aggiungi le alici e lasciale sciogliere dolcemente. Versa la passata di pomodoro e fai cuocere il sugo a fuoco medio per circa 15 minuti. Aggiungi il finocchietto selvatico. Non salare.
In un’altra padella tosta il pangrattato con un filo d’olio e un po’ di aglio, finché diventa dorato e croccante.
Nel frattempo porta a bollore l’acqua e cuoci la pasta. Scolala al dente e saltala direttamente nel sugo.
Impiatta e completa con il pangrattato tostato, un filo d’olio a crudo e ancora un po’ di finocchietto fresco.