Ginori e porcellane antiche

Ginori e porcellane antiche Immagini, approfondimenti e curiosità sulle porcellane Ginori... e non solo La passione mi è stata tramandata dalla famiglia.

Questa è la pagina di una appassionata collezionista di ceramiche e porcellane
soprattutto italiane, in particolare di produzione Ginori. Ero piccola e già la nonna cercava di farmi capire la bellezza della porcellana, la
sua luminosità, il superbo candore sublimato dalle decorazioni dipinte. Mi
mostrava gli oggetti della sua collezione con tanta passione. Solo col passar degli anni i semi gettati

hanno cominciato a produrre i frutti
desiderati. Non è la pagina ufficiale della Richard Ginori, ma è stata creata per condividere
l'interesse e l'ammirazione per oggetti che rappresentano ricordi di generazioni.

Dalla mia collezione: un capolavoro bizzarro che ha la sua storia.L'oggetto postato, in pregiata porcellana, non è solo ...
10/05/2026

Dalla mia collezione: un capolavoro bizzarro che ha la sua storia.

L'oggetto postato, in pregiata porcellana, non è solo un pezzo di antiquariato, ma un vero e proprio documento storico correlato alla fusione tra le manifatture Ginori e Richard.
Sul fondo è presente una tripla combinazione di marchi, raramente così completa, che consente di fotografare l'iter formativo del manufatto in un arco temporale ben preciso: seconda metà dell' 800 primo trentennio del XIX secolo.
Il nostro manufatto è quindi un ibrido cronologico dove la G e il numero 1349 impressi sono il marchio di fabbrica "a crudo"; il logotipo GINORI in verde definisce il brand dell'azienda e, buon ultimo, il bollo rosso " decoro eseguito dalla Richard Ginori" l'ultima fase della lavorazione.
Il design è caratterizzato da una forma bombata ribassata funzionale all'impiego, con anse a bassorilievo foggiate a mascheroni.
Il decoro ci offre un delicato motivo floreale a mazzetti in policromia, rigorosamente dipinto a mano, tipico dell'epoca che cercava di coniugare la produzione industriale con una estetica pittorica raffinata.
Scopriamo ora con Sciascia (*) la funzione della suppellettile: "... e con la sua solita precisione di mira colpì col suo disprezzo la sputacchiera…"
Il termine sputacchiera suscita immancabilmente una sensazione sgradevole, ma l'oggetto con la sua bellezza, raffinatezza e storia si trasforma in un raro e delizioso oggetto da collezione.

(*) Leonardo Sciascia - A ciascuno il suo - Gli Adelphi

Dalla mia collezione: Ginori e la Russia imperialeIl set da caffè presentato è stato prodotto durante uno dei migliori p...
27/04/2026

Dalla mia collezione: Ginori e la Russia imperiale

Il set da caffè presentato è stato prodotto durante uno dei migliori periodi della Manifattura Ginori e, nel caso di specie, tra il 1860 - 1890. A conferma sul fondo di caffettiera, lattiera e zuccheriera troviamo incussi la "G" ed i numeri 933, 934, 935, mentre sulle tazzine insiste il noto ovale rosso.
Se non fosse per la detta certificazione potremmo spingerci a dire di vedere qualcosa di moderno sempre restando presenti vari elementi identitari del modus operandi della Ginori.
Il decoro, se fossimo disponibili ad un po' di suggestione, potrebbe proporci una ghiotta interpretazione.
Considerando che nel XIX sec. Firenze è stata una delle mete residenziali o da Grand Tour privilegiate dall' aristocrazia russa, la nostra Manifattura ha allora inteso promuovere, nel proprio filone produttivo storicistico, anche le effigi della dinastia Romanov (Pietro il Grande, Ivan V, Caterina II ecc.).
Assumendo che la Ginori non inventasse per i suoi ritratti, ma traesse spunto da tele e pubblicazioni, con l'esame iconologico e iconografico dei medaglioni contornati in oro, troviamo una estrema corrispondenza tra le stampe dei detti Romanov incise da Lemaitre (*) e i visi dei manufatti postati.
La rutilante banda arancione delimitata in nero, che esalta i vari pezzi, è un classico della tavolozza Ginori, ma nel contempo fortuitamente, secondo la faleristica, riproduce i colori dell'Ordine Imperiale di San Giorgio fondato dalla zarina Caterina II di Russia nel 1769.
"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno un prova (**).
A voi l'ardua sentenza.

(*) Augustin Francois Lemaitre (1797-1870) incisore per "L' expedition de Russie " di Denis-Philippe De la Medeleine (1794-1855) e "L'Univers: histoire et description de tous les peuples".
(**) Agata Cristie per bocca di Hercule Poirot)

Dalla mia collezione: tutti al circo… quello dei tempi andati.Come contraltare al set di piatti serie "Ermione" di Giò P...
05/04/2026

Dalla mia collezione: tutti al circo… quello dei tempi andati.

Come contraltare al set di piatti serie "Ermione" di Giò Ponti, pubblicato recentemente, viene ora proposto il set di piatti serie " I Pagliacci" della manifattura Soc. Cer. Richard databile all'ultimo decennio del 1800.
Alla fine dell' 800 la scelta del tema circense non è stata del tutto casuale: il circo era l'espressione dello spettacolo globale e quindi Richard ha attinto non solo dalla cartellonistica dei grandi circhi equestri ma anche dalla musica (*) e dalla pittura (**).
I piatti, realizzati in terraglia forte, sono decorati in cromolitografia con particolare attenzione al realismo caricaturale influenzato dalla vignettistica narrativa di fine '800.
La serie i pagliacci ha portato l'estetica raccontante direttamente sulle tavole quotidiane (piatti parlanti), rappresentando l'anello di congiunzione tra l'artigianato artistico settecentesco e la modernità di Giò Ponti pochi decenni dopo.
Possiamo quindi ben dire che : per realismo caricaturale, tratto grafico ben definito, brillantezza dei colori esaltata dal fondo bianco ed ambientazione di genere la serie "I Pagliacci" rappresenta uno degli esiti più felici della terraglia forte nell' Italia post-unitaria e, perché no, per alcuni di noi gioiosi ricordi.

(*) Opera lirica "I Pagliacci" di Leoncavallo - prima 1892 - Milano.
(**) Georgie Seurat - Il circo 1891 - Museo d' Orsay - Parigi.

Uovo FABERGERE: la sorpresa "slice of life" La mia passione per "l'oro bianco",come raccontata nell'incipit di questa pa...
28/03/2026

Uovo FABERGERE: la sorpresa "slice of life"

La mia passione per "l'oro bianco",come raccontata nell'incipit di questa pagina, ha una forte radicazione remota.
A incrementare comunque ulteriormente il mio coinvolgimento nel campo delle ceramiche è stata Giselle, una cara amica di origine tedesca, grande collezionista di oggettistica Meissen, ma anche ottima conoscitrice di antiquariato in genere e indomabile frequentatrice di ogni possibile mercatino con accompagnatrice (io).
Questa non disdicevole frequentazione ha richiesto l'allargamento dei cordoni della borsa che a sua volta ha avuto bisogno di essere impinguata.
Soluzione: a partire dal 2004, forte di molte esperienze positive, ma anche negative e di ulteriori approfondimenti specialistici ho incrementato la mia carriera di compratrice/venditrice seriale di ceramiche precipuamente del mondo Ginori.
Mi picco di aver allargato a molti l'opportunità di inserirsi nel settore con l'orgoglio di essere stata una precorritrice. Ora il mito di Giotto e Cimabue non è più tale.
Parafrasando Cyrano di Bergerac (Guccini mi sembra troppo) : "al fin della licenza io tocco" (a modo mio), rivolgendo

NON SOLO A CHI MI HA LETTO, MA A TUTTI I FOLLOWER PASSATI, PRESENTI E FUTURI I MIGLIORI AUGURI DI BUONA PASQUA.

Dalla mia collezione: poveri ma belli, non solo porcellana."Davanti a quasi tutte le ceramiche di Ponti si sta fermi a f...
19/03/2026

Dalla mia collezione: poveri ma belli, non solo porcellana.

"Davanti a quasi tutte le ceramiche di Ponti si sta fermi a fantasticare, come leggere un romanzo o una novella " (*)
I piatti mostrati fanno parte della serie Ermione ideata da Giò Ponti nei primissimi anni '30 per la Richard Ginori - Stabilimento di San Cristoforo - Milano.
Con l'uso della terraglia forte policroma Giò Ponti, molto spesso accomunato solo alle porcellane di lusso di Doccia, ha pure perseguito lo scopo di portare il buon gusto e il design d'autore anche su oggetti più accessibili e popolari.
Le figure al centro della scena (Cacciatore, Viandante, Mietitrice, Pescatore e Civettaro) sono dipinte con una palette vivace ma ben equilibrata sul fondo bianco. Nel cartiglio, di impronta prettamente pontiana, fluttuante tra la tesa e il cavetto, è indicato il nome del "mestiere".
La policromia, nella prima versione della serie, è arricchita con rami, fiori e piccoli insetti che rendono ogni piatto visivamente dinamico.
Molto interessanti le segnature sul fondo: cartiglio con il nome della serie, monogramma intrecciato "SR", Manifattura San Cristoforo Milano, numerazioni incusse e dipinte relative a stampo, decoro e datazione. Raramente troviamo su altri manufatti tutte queste indicazioni che ci possono rimandare al contesto storico, artistico e industriale.
Pezzi della serie hanno trovato posto anche in importanti musei quali il museo Ginori e il MIC di Faenza.

(*) Raffaele Giolli - Rivista Emporium 1929 - Istituto d'Arti Grafiche (BG)

Dalla mia collezione: la cultura del bere.Il raro servizio da rosolio postato andrebbe, scusando l'ossimoro, visto ascol...
17/01/2026

Dalla mia collezione: la cultura del bere.

Il raro servizio da rosolio postato andrebbe, scusando l'ossimoro, visto ascoltandolo.
Il set in porcellana, composto da versatoio, sei tazzine e vassoio tondo, è opera della manifattura GINORI con decoro Richard Ginori ed è ascrivibile alla fine dell'800 primi '900.
Le forme sono tipiche dei servizi da rosolio destinati all'uso da salotto: tazzine piccole ma funzionali, caraffina con profilo elegante e beccuccio ben sagomato e vassoio preordinato alla disposizione degli elementi.
La porcellana è chiara e luminosa animata da festoni floreali delicati dove il rosa e il verde si intrecciano con sottili volute dorate. E' una decorazione che non alza la voce, ma accompagna lo sguardo , evocando il gusto tardo ottocentesco per l'eleganza misurata, sospesa tra il Neoclassicismo ed il Liberty.
Questo servizietto è , in fondo, un frammento di vita domestica raccolto in forme minute dove la porcellana, in silenzio, continua a raccontare il tempo della conversazione.

Tra porcellane che raccontano storie e una fiamma che scalda la memoria, vi auguro un Natale fatto di bellezza, silenzio...
23/12/2025

Tra porcellane che raccontano storie e una fiamma che scalda la memoria, vi auguro un Natale fatto di bellezza, silenzio e cose amate.
Grazie a tutti voi che condividete con me questa passione.

****** 7000 NON E' UN NUMERO  ******È una conversazione continua fatta di curiosità, memoria e passione.GRAZIE a tutti v...
21/12/2025

****** 7000 NON E' UN NUMERO ******

È una conversazione continua fatta di curiosità, memoria e passione.

GRAZIE a tutti voi per esserci — e per restare.

Dalla mia collezione:  dove la porcellana incontra il mare.Il piatto postato, prodotto negli anni  '30 in pieno periodo ...
10/11/2025

Dalla mia collezione: dove la porcellana incontra il mare.

Il piatto postato, prodotto negli anni '30 in pieno periodo autarchico prebellico, è opera della Richard Ginori come da contrassegno sul retro: Richard Ginori in verde con tripla stella e la segnatura "Decorazione di Doccia ".
Nel nostro caso la semplicità è sinonimo di eleganza: un sottile rigo blu contorna esternamente la larga tesa, sulla quale spicca il logo composto dalla scritta GARIBALDI sormontata dai disegni timone e bandiera.
Il piatto destinato ai servizi di bordo della Regia Marina Italiana, da quanto è possibile dedurre, ha fatto parte del corredo di servizio del quadrato Ufficiali di nave GARIBALDI (*).
Semplice e funzionale racconta un'epoca prebellica in cui anche gli oggetti d'uso quotidiano riflettevano eleganza e identità.
Oggetto autentico di manifattura italiana d'anteguerra raro e di grande interesse per estimatori di Richard Ginori o memorabilia
della Regia Marina .

(*) Incrociatore leggero Giuseppe Garibaldi costruito nei Cantieri Navali dell'Adriatico (Trieste) in disarmo nel 1971.

Dalla mia collezione: ciotola Richard GinoriConcediamoci una digressione per avvicinarci ai tempi nostri.La ciotola post...
30/10/2025

Dalla mia collezione: ciotola Richard Ginori

Concediamoci una digressione per avvicinarci ai tempi nostri.
La ciotola postata è stata prodotta, come attestato dal logotipo della manifattura Richard Ginori, nel primo decennio del nostro secolo su progetto del noto designer Gian Battista Vannozzi per la collezione Palace seguita dalla riedizione Baroque.
La forma emisferica a cui conferiscono lievità tre piccole sfere a mo' di piedini, coniuga la semplicità con la bellezza.
La forma della coppa, con intensa doratura lumeggiante l'interno ci riporta all'immagine di certi arredi liturgici quali le ciotole devozionali.
Altro elemento qualificante è il decoro.
Su un fondo amaranto lucido si stagliano formosi fregi dorati zigrinati che, per una interpretazione molto, ma molto soggettiva e suggestiva, raffigurano in chiave moderna una gradevole unione tra la simbologia ying e yang e l'arabesco.
Scartato l'uso rituale, considerato il generoso diametro (cm 20), la ciotola può offrire più utilizzi delegati alla fantasia di ognuno.

Indirizzo

Pisa

Sito Web

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