Lidia Acquaviva Artist

Lidia Acquaviva Artist ARTISTA poliedrica-ARTETERAPEUTA🌀
Titolare di Impronta Warte

"tutto parte da un punto, che trascinandosi diventa linea, che danzando determina forme, che nelle forme si armonizza e si espande in un' infinità di colori e sfumature in ARMONIE ORIENTALI . Artista Lidia ACQUAVIVA, in arte "Lilly Waterlive"
PITTRICE- SCENOGRAFA-Arteterapeuta

Fondatrice dell'azienda di
Servizi Professionali Artistici. dal nome IMPRONTA W-arte
di cui i servizi proposti sono :


Dipinti , Ritratti, Affreschi, tromple l'oeil, Aerografia, StanzeBimbi, BellyArt, Bodypainthing, Facepainthing, Truccabimbi, SCenografie, Costumi Teatrali per Animazione, Arte-terapia Olistica - corsi di Tecniche di disegno/Pittura/scultura

"Ci sono momenti in cui il lavoro, la passione e la dedizione si fondono in qualcosa di prezioso" .Il mio cuore è pieno ...
07/04/2026

"Ci sono momenti in cui il lavoro, la passione e la dedizione si fondono in qualcosa di prezioso" .

Il mio cuore è pieno di gratitudine: 🙏🏼🌀
sono stata ufficialmente certificata come Artista Poliedrica / Arteterapeuta
Titolare di Impronta Warte,
nell'ambito di Eccellenze e Maestrie,
l'iniziativa promossa dal Brand La Maison Pasteur.

Essere inserita tra le eccellenze del mio territorio su www.eccellenzedelpiemonte.com è un onore che premia il percorso fatto finora e mi spinge a continuare con ancora più energia.

Grazie a chi ha creduto e crede nella mia visione della cura attraverso l'arte. ✨

Nella foto: Gentleman Davide Pastore

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12/11/2025

Quando Vincent van Gogh morì nel 1890, a soli 37 anni, lasciò dietro di sé una vita di fallimenti, una stanza spoglia e tele che nessuno voleva comprare.
Sei mesi dopo morì anche suo fratello Theo, l’unico che avesse sempre creduto in lui.

Tutto sembrava finito.
Restavano solo un bambino, centinaia di lettere e una montagna di quadri invenduti.

A raccogliere quella eredità fu Jo van Gogh-Bonger, la giovane vedova di Theo.
Aveva 28 anni, un lutto recente e un figlio piccolo da crescere.
Nessuno le chiese di occuparsi di quei dipinti. Nessuno pensava che valessero qualcosa.
Ma lei capì che, dietro quelle pennellate disperate, c’era un genio che il mondo non aveva ancora voluto ascoltare.

Jo cominciò dal principio: le lettere tra i due fratelli.
Le tradusse, le ordinò, le fece pubblicare.
Dentro quelle pagine c’era l’anima di Vincent — la sua visione, la sua sofferenza, la sua poesia.
Quelle lettere cambiarono tutto: fecero capire che dietro il “pittore pazzo” c’era un uomo che amava, pensava, cercava.

Poi vennero i quadri.
Jo organizzò mostre, scrisse a critici, a galleristi, a musei.
Rifiutò di svendere le opere, anche quando ne aveva bisogno.
Scelse con attenzione cosa vendere e a chi, cosa tenere e dove esporlo.
Fu lei a gestire la prima grande mostra a Berlino, poi a Parigi, poi in Olanda.
Quadro dopo quadro, recensione dopo recensione, costruì la reputazione di Van Gogh come oggi la conosciamo.

Non fu un lavoro romantico. Fu una strategia: costanza, visione, pazienza.
Ogni volta che qualcuno la accusava di esagerare il valore del cognato, lei rispondeva con fatti, non con parole.

Quando morì nel 1925, Van Gogh era già riconosciuto come uno dei più grandi artisti del secolo.
Il Museo Van Gogh di Amsterdam, nato grazie alla collezione di famiglia, deve la sua esistenza soprattutto a lei.

Jo van Gogh-Bonger non dipinse nulla.
Ma inventò Vincent, nel senso più profondo del termine: trasformò un uomo dimenticato in un simbolo universale di arte e umanità.

Senza di lei, forse Van Gogh sarebbe rimasto un nome da mercatino.
Con lei, è diventato immortale.

26/10/2025
❤️
14/09/2025

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"La donna che dipinse il futuro e poi lo nascose"

Nell’estate del 1986, in una casa di campagna dimenticata tra i boschi svedesi, un contadino si imbatté in qualcosa che non avrebbe mai potuto immaginare.
Nel seminterrato, coperto di polvere e silenzio, c’erano grandi casse di legno. Le aprì con la curiosità di chi non si aspetta nulla… e trovò un mondo intero.

1.200 dipinti.
Colori accesi. Forme geometriche mai viste.
Qualcosa che non sembrava appartenere al passato, ma a un tempo ancora da ve**re.

Confuso, chiamò un vicino. Anche lui rimase senza parole. Solo un curatore museale poté finalmente dire la verità: quelle opere erano della sconosciuta Hilma af Klint, una donna che aveva dipinto tutto questo decenni prima di Kandinsky, Mondrian o Malevich.

Hilma af Klint era nata nel 1862, figlia di un ufficiale di marina e matematico. Da bambina, si perdeva tra i libri di geometria della biblioteca di famiglia.
Crescendo, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Stoccolma e divenne una pittrice rispettata di paesaggi e ritratti. Ma il suo vero mondo era altrove.

Era affascinata dal misticismo, dalla scienza nascente, dall’idea che ci fosse qualcosa oltre ciò che si vede.
Cominciò a dipingere guidata da una sorta di trance creativa, convinta che quelle immagini le venissero trasmesse da piani più alti dell’esistenza.

Il risultato?
Un’arte astratta potentissima, visionaria, rivoluzionaria.
Un’arte che non mostrò mai.
Temeva che il mondo non fosse pronto.
E forse, aveva ragione.

Nel suo testamento scrisse che le sue opere dovevano rimanere chiuse per almeno 20 anni dopo la sua morte.
Ma il destino fece il suo gioco: suo nipote morì prima di poterle rivelare, e quei capolavori rimasero nascosti ancora più a lungo.
Fino a quel giorno d’estate del 1986.

Quando il mondo dell’arte le vide, fu uno shock.
Tutto ciò che si credeva di sapere sull’origine dell’astrattismo andò in frantumi.
Hilma non era una nota a piè di pagina.
Era l’inizio di tutto.

Oggi, il suo nome è inciso tra i grandi.
Ma lei non cercò mai la fama.
Lei dipingeva per raccontare qualcosa che ancora non esisteva.
E lo lasciò lì, in attesa.

Perché forse sapeva che il futuro, prima o poi, l’avrebbe trovata.

Piccole Storie

DIVERSI ANNI FA', diedi origine ad un progetto Solidale per il territorio Vercellese "ESPRIMI UN DESIDERIO", realizzai u...
13/09/2025

DIVERSI ANNI FA', diedi origine ad un progetto Solidale per il territorio Vercellese
"ESPRIMI UN DESIDERIO",
realizzai un dipinto in stile Madonnari dove tra i vari elementi che lo compongono vi è un bellissimo Airone tipico di questo territorio, delle Risaie 🌾

📸Quest' opera ora risiede al
CENTRO CULTURALE di SANTHIÀ (VC)

🌾 La risaia 🌾
è un ecosistema vivo.
Con l’arrivo dell’acqua, ogni primavera i campi si trasformano in ambienti ricchissimi di vita.

🐦 Aironi, garzette, cavalieri d’Italia, rane, insetti acquatici…
Le risaie ospitano decine di specie, offrendo rifugio, cibo e spazio per la riproduzione.
Un equilibrio prezioso, che esiste grazie a un’agricoltura attenta, capace di coltivare rispettando.

🌿 La biodiversità in risaia non è solo un valore naturale: è parte integrante di un territorio che si rigenera ogni anno.

Vi invito con piacere ad andare a vederla dal vivo quando ne avete occasione ed esprimere il vostro desiderio nel mentre la osservate.

Domani invece NON MANCATE ALL' ULTIMO GIORNO a '-FESTIVAL INTERNAZIONALE del RISO 2025 a Vercelli

Ente Nazionale Risi
Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste
Risò - Festival Internazionale del Riso
Regione Piemonte
Provincia di Vercelli
Città di Vercelli

Impronta Warte

Indirizzo

Vercelli

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