14/02/2022
E i s e n m a n
Oggi, probabilmente (oppureno?), abbiamo perso l'orizzonte corretto, quello verso cui muoversi. Il fashion design ha sostituito l'architettura, con inganno (e per pigrizia?). Si progetta d'istinto, come degli artisti, cercando di camuffare con la pelle la mancanza di sostanza. Manca forse quella sana riflessione teorica che sostiene l'architettura, quella capace di inventare e fabbricare concetti...prima ancora di forme o costruzioni.
In foto: House VI, Frank Residence su Great Hollow Road vicino Bird's Eye Brook in Cornwall, Connecticut (1975), progetto Peter Eisenman.
Dichiarando apertamente il suo debito con Jacques Derrida prima e con Deleuze poi, Eisenman è il teorico per eccellenza: "L’idea principale era di mettere in dubbio il concetto che il piano orizzontale dovesse per forza essere il fondamento di una casa. L’elemento pervasivo è diagonale, il che rende la casa più topologica che euclidea: naturalmente, se si continua a guardarla con un occhio euclideo, non sembra avere alcun senso. E dal punto di vista topologico la casa è perfettamente simmetrica, solo che l’asse di simmetria non è né orizzontale né verticale, ma obliquo. Anche i colori seguono regole topologiche, ad esempio le scale sono verdi o rosse a seconda della direzione in cui vanno".
Non importa la scala del progetto, il metodo ti spinge a elaborare un concetto, che sarà concretizzato con la costruzione, verificata passo passo fino alla sua ultimazione. L'edificio è pensato per essere una registrazione del processo di progettazione, in cui la struttura che ne risulta è la manipolazione metodica di una griglia. Per iniziare ha creato una forma dall'intersezione di quattro piani, successivamente manipolando le strutture fino a quando non sono emersi spazi coerenti. In questo modo, le piani e i pilastri frammentati mancano di uno scopo tradizionale o anche di uno convenzionale.
L'involucro e la struttura dell'edificio sono solo una manifestazione degli elementi modificati. Il design puramente concettuale ha fatto sì che l'architettura fosse rigorosamente plastica, senza alcuna relazione con le tecniche di costruzione o con l'estetica della forma. Di conseguenza, l'uso dell'edificio è stato intenzionalmente ignorato, pare addirittura che un pilastro capiti nel bel mezzo della camera da letto, anzi, del letto stesso.