23/06/2024
IL RAPPORTO AUREO NELLA SUCCESSIONE DI FIBONACCI. ARMONIA E BELLEZZA
Che cosa rende armonico ai nostri occhi il mondo che consideriamo tale? In teoria ciò che riconosciamo come forma armonica è un rapporto matematico, in pratica ciò che suscita in noi questo rapporto è un'attivazione complessa, una sorta di riconoscimento inconsapevole del nostro essere costituiti da forme armoniche che scaturisce in noi un benessere psicofisico ancestrale.
La forma che genera armonia è geometria di rapporti matematici, di proporzioni che si trovano come fondamento nelle forme primarie, nelle configurazioni della natura, nell'uomo, nella costruzione dell'intero cosmo, nelle armonie musicali.
Questi rapporti, scoperti dagli uomini attraverso l'osservazione della natura sono stati nei secoli usati da artisti e architetti per creare attraverso le opere d'arte e le architetture, armonia e bellezza così come si esprime la natura in tutte le sue manifestazioni.
Se l'armonia è un numero, si fa risalire a Pitagora
(585-500 a. C.) l'affermazione che tutto è numero, che il numero è la sostanza che costituisce tutte le cose, la trama sottostante la realtà, la vera natura della natura stessa. L'armonia è determinata dal rapporto tra i numeri come per le note musicali. Così viene descritto nel Timeo di Platone, i numeri e la musica sono l'anima del mondo. È come se potessimo leggere ciò che vediamo attraverso un occhio che percepisce il ritmo, un occhio matematico capace di scorgere e beneficiare delle geometrie ordinate che sottendono tutte le forme.
Storicamente, la definizione del rapporto aureo viene fissata attorno al VI secolo a.C., per opera della scuola pitagorica, nell'Italia meridionale, dove secondo Giamblico fu scoperto da Ippaso di Metaponto, che associò a esso il concetto di incommensurabilità. Egli scoprì che il rapporto aureo non apparteneva né ai numeri interi né ai numeri razionali, ma generava un numero con infinite cifre decimali senza sequenza periodica, cioè un numero irrazionale.
Nel 300 a. C. Euclide, fautore della considerazione dell'Armonia delle cose e delle forme, dà una definizione del rapporto armonico chiamato rapporto aureo:"...si può dire che una linea retta sia stata divisa secondo la proporzione estrema e media quando l'intera linea sta alla parte maggiore così come la maggiore sta alla minore".
Il numero aureo si ottiene dividendo un segmento in modo che il rapporto tra la parte maggiore e la parte minore in cui è diviso il segmento sia uguale a quello tra l'intero segmento e la sua parte maggiore.