05/10/2026
I gradini della scala interna di casa mia portano ancora i segni delle assi da cantiere e dei buchi lasciati dai chiodi al momento della gettata. Tutto lasciato grezzo e ancora visibile. Il muratore mi diceva che ero matta a lasciarli. Io li ho voluti così com’erano: sono cicatrici belle, caratteristiche vere, sanno di vissuto.
Appena arrivati al piano di sopra c'è un divanetto che mi aveva comprato mia mamma ai tempi delle scuole medie, che ho scoperto poi essere un pezzo creato da una designer che amo. E lì accanto c'è il gabbiano Raoul, fatto di legni di mare e creamica Raku, imponente e libero, con le ali spiegate, posto proprio sotto i lucernari. L'ho chiamato così quando mio babbo se n'è andato e ogni volta che mi soffermo a guardarlo mi commuovo.
Questa è casa mia. Il mio nido, la mia storia.
Cosa vi ha colpito di più di questa casa? Ditemelo nei commenti 🩵