07/07/2026
Sono figlia degli anni 90 e inevitabilmente sono una “Barbie Girl”.
Amo il rosa, anche se in Lab sono sempre vestita di nero perché ahimè “sta allo sporco” e inevitabilmente se metto una maglietta colorata mi macchio subito di verde o di terra.
A Kyoto, un giorno di marzo 2023, in mezzo ai ciliegi in fiore ho scelto cosa volevo fare nella mia vita.
In tempi non sospetti quando ancora vivevo coi miei, mio padre distrutto dalla quantità di cose che avevo in camera mi disse “A te serve un laboratorio, non una camera.”
Ho passato anni con perle, perline, bottoni, fili colorati, tessuti, macchina fotografica e poi anche quella da cucire.
Fare qualcosa con le mie mani, mi piaceva da matti.
E in fin dei conti, bisogna ammettere che aveva ragione.
Rientrata dal viaggio in Giappone, con una brioches in una mano e il cuore nell’altra andai in ufficio dal mio ex capo a dirgli: “Volevo dirti che mi licenzio.”
Finivano 15 anni di lavoro per cui avevo studiato, ma che non mi muoveva niente nella pancia.
Kyoto, 29 marzo 2023 ore 15.35
Entrando in questo flower bar e parlando con quella donna minuscola nell’angolo a sinistra ho realizzato una cosa. Una cosa che forse, dentro di me sapevo già. Ma certe cose non le realizzi davvero fino a che non le vedi con i tuoi occhi.
Fino a che non vedi che sì, è possibile.
Ci ha fatto un espresso incredibilmente buono e poi le ho detto: “Questo posto è bellissimo” .
Lei mi ha raccontato che era il suo sogno. Abbiamo chiacchierato un pò, poi le ho detto: “Fai bene, sei giovanissima” - dimostrava forse 30 anni - mi ha risposto, ridendo che ne aveva 50, di anni.
Ha concluso il racconto di come ha aperto quest’angolo, dicendomi: “Se vuoi tutto è possibile. Basta crederci.”
È stata illuminante come il clochard che a Parigi un giorno di agosto mi disse: “Profite des ans, profite de la vie.”
Una frase che anni fa, poco dopo quel viaggio, mi sono tatuata.
Oggi più che mai, è il mio mantra.
I sogni sono qualcosa di incredibile, e sì.
A volte si realizzano, ma tutto dipende da un solo fattore: noi stessi.
Amo il profumo della mimosa, delle peonie e delle rose anche se le ultime le reputo uno dei fiori più sopravvalutati di se