19/03/2026
L’OCULO. FORMA E MEMORIA NEL BAROCCO SALENTINO.
DIFFUSIONE
L’oculo ellittico è uno degli elementi più riconoscibili del Barocco leccese. Tra XVII e XVIII secolo si diffonde capillarmente: dalle grandi chiese ai palazzi nobiliari, fino alle case urbane e alle cappelle rurali della campagna
salentina.
FORMA
La scelta dell’ellisse non è casuale. Rispetto al cerchio, introduce una tensione visiva: i due fuochi generano un dinamismo latente, una polarità interna alla forma che risponde con precisione al gusto barocco per il movimento e la plasticità.
FUNZIONE
Collocati nella parte alta della facciata, sopra il portale o in prossimità del sottotetto, questi oculi illuminano scale, corridoi e ambienti secondari. Spezzano inoltre la continuità della massa muraria, alleggerendone percettivamente la densità.
ORNAMENTO
Nelle chiese e nei palazzi, l’oculo ellittico è integrato in ricchi apparati decorativi: cornici modanate, volute, foglie d’acanto, stemmi nobiliari. Forma architettonica e decorazione scultorea si fondono in un unico organismo
espressivo.
ESSENZIALITÀ
Nell’architettura minore l’ornato si riduce, ma la qualità compositiva resta. La cornice è appena modanata, ricavata nella pietra leccese; talvolta una grata in
ferro battuto chiude l’apertura, che assicura luce e ventilazione agli ambienti interni.
PRINCIPIO
Spogliato di ogni ornamento, l’oculo rivela la propria natura essenziale: non elemento decorativo, ma principio ordinatore della facciata. Una forma che sa funzionare a qualsiasi scala, in qualsiasi contesto, con mezzi minimi.
CONTINUITÀ
Gli oculi — ellittici o circolari — ricorrono come elemento distintivo nei progetti di FMA Studio. Non citazione nostalgica, ma riconoscimento di una forma
già collaudata: capace di segnare gerarchie, introdurre luce e ritmo, dialogare con il progetto contemporaneo.