Elettrodomestici Riva

Elettrodomestici Riva Riva Elettrodomestici è nel settore delle vendite da quasi 60 anni. Effettuiamo vendita e riparazione elettrodomestici, impianti elettrici e TV.

Installazione e riparazione condizionatori con rilascio certifica. inoltre, potete trovare vari articoli casalinghi

19/08/2020

Buongiorno a tutti, a causa di un problema con la connessione il telefono non funziona... se avete bisogno di contattarci al momento il numero in sostituzione è 3462437455. ci scusiamo per il disagio e auguriamo buona giornata

14/04/2020

Buongiorno a tutti

si avvisa che dal 15/04/2020 il negozio subirà una variazione oraria definitiva.

Lunedì dalle 14:30 alle 19:00

Mercoledì dalle 8:30 alle 12:30

Sabato dalle 8:30 alle 12:30

per quelle che sono le riparazioni e i vari servizi installazione gli orari saranno dal lunedì al sabato previo appuntamento telefonico. In caso di mancata risposta vi chiediamo di lasciare i dati e l'intervento richiesto nella segreteria o tramite whatsapp al n 3462437455 in modo da ricontattarvi al più presto. vi ringraziamo per la collaborazione

Riva

In questo momento di difficoltà, in seguito ad un'attenta riflessione abbiamo deciso che per la tutela della Vostra e de...
12/03/2020

In questo momento di difficoltà, in seguito ad un'attenta riflessione abbiamo deciso che per la tutela della Vostra e della Nostra salute, il negozio rimarrà chiuso sino a data da destinarsi.

#⚠️ #🌈

10/03/2020
07/03/2020

L'IMPORTANZA DELLE FAVOLE

I COLORI DEI BAMBINI

Filastrocca arlecchina
per i bambini belli e di tutti i colori:

per i poveri bianchi pallidini,
per i neri abbronzatini,
per i marroni cioccolatini,
per i gialli luccicanti,
per i verdi e per i blu...

Verdi e blu???

I verdi stanno nei boschetti
travestiti da folletti.

Su nel cielo stanno i blu,
con un binoccolino guardano giù!

di Vivian Lamarque

Franca

06/03/2020

L'IMPORTANZA DELLE FAVOLE

LE FATE
ultima parte
.."Avete poca educazione, ragazza...", rispose la Fata senza adirarsi punto, "e giacché siete così sgarbata, vi do per dono che ad ogni parola pronunziata da voi vi esca di bocca un rospo o una serpe."
Appena la mammina la vide tornare da lontano, le gridò a piena gola: "Dunque, Cecchina, com'è andata?".
"Non mi seccate, mamma!...", replicò la monella; e sputò due vipere e due rospacci.
"O Dio!... che vedo!...", esclamò la madre.
"La colpa deve essere tutta di tua sorella, ma me la pagherà..."
E si mosse per picchiarla.
Quella povera figliuola fuggì via di rincorsa e andò a rifugiarsi nella foresta vicina.
Il figliuolo del Re che ritornava da caccia la incontrò per un viottolo, e vedendola così bella, le domandò che cosa faceva in quel luogo sola sola, e perché piangeva tanto.
"La mamma...", disse lei, "m'ha mandato via di casa e mi voleva picchiare..."
Il figliuolo del Re, che vide uscire da quella bocchina cinque o sei perle e altrettanti brillanti, la pregò di raccontare come mai era possibile una cosa tanto meravigliosa.
E la ragazza raccontò per filo e per segno tutto quello che le era accaduto.
Il Principe reale se ne innamorò subito e considerando che il dono della Fata valeva più di qualunque grossa dote che potesse avere un'altra donna, la condusse senz'altro al palazzo del Re suo padre e se la sposò.
Quell'altra sorella frattanto si fece talmente odiare da tutti, che sua madre stessa la cacciò via di casa; e la disgraziata dopo aver corso invano cercando chi acconsentisse a riceverla andò a morire sul confine del bosco.

di C.Perrault

Franca

05/03/2020

L'IMPORTANZA DELLE FAVOLE

LE FATE
seconda parte
..La ragazza arrivò a casa con la brocca piena, qualche minuto più tardi; la mamma le fece un baccano del diavolo per quel piccolo ritardo. "Mamma, abbi pazienza, ti domando scusa...", disse la figliuola tutta umile, e intanto che parlava le uscirono di bocca due rose, due perle e due brillanti grossi. "Ma che roba è questa!...", esclamò la madre stupefatta, "sbaglio o tu sputi perle e brillanti!... O come mai, figlia mia?..." Era la prima volta in tutta la sua vita che la chiamava così, e in tono affettuoso. La fanciulla raccontò ingenuamente quel che le era accaduto alla fontana; e durante il racconto, figuratevi i rubini e i topazi che le caddero già dalla bocca!
"Oh, che fortuna...", disse la madre, "bisogna che ci mandi subito anche quest'altra. Senti, Cecchina, guarda che cosa esce dalla bocca della tua sorella quando parla. Ti piacerebbe avere anche per te lo stesso dono?... Basta che tu vada alla fonte; e se una vecchia ti chiede da bere, daglielo con buona maniera." "E non ci mancherebbe altro!...", rispose quella sbadata. "Andare alla fontana ora!" "Ti dico che tu ci vada... e subito", gridò la mamma.
Brontolò, brontolò; ma brontolando prese la strada portando con sé la più bella fiasca d'argento che fosse in casa. La superbia, capite, e l'infingardaggine!... Appena arrivata alla fonte, eccoti apparire una gran signora vestita magnificamente, che le chiede un sorso d'acqua. Era la medesima Fata apparsa poco prima a quell'altra sorella; ma aveva preso l'aspetto e il vestiario di una principessa, per vedere fino a quale punto giungeva la malcreanza di quella pettegola. "O sta' a vedere...", rispose la superba, "che son venuta qui per dar da bere a voi!... Sicuro!... per abbeverare vostra Signora, non per altro!... Guardate, se avete sete, la fonte eccola lì." "Avete poca educazione, ragazza...", rispose la Fata senza adirarsi punto, "e giacché siete così sgarbata, vi dò per dono che ad ogni parola pronunziata da voi vi esca di bocca un rospo o una serpe."...
continua

di C.Perrault

Franca

04/03/2020

L'IMPORTANZA DELLE FAVOLE

LE FATE
prima parte

C'era una volta una vedova che aveva due figliuole. La maggiore somigliava tutta alla mamma, di lineamenti e di carattere, e chi vedeva lei, vedeva sua madre, tale e quale. Tutte e due erano tanto antipatiche e così gonfie di superbia, che nessuno le voleva avvicinare. Viverci insieme poi, era impossibile addirittura. La più giovane invece, per la dolcezza dei modi e per la bontà del cuore, era tutta il ritratto del suo babbo... e tanto bella poi, tanto bella, che non si sarebbe trovata l'eguale. E naturalmente, poiché ogni simile ama il suo simile, quella madre andava pazza per la figliuola maggiore; e sentiva per quell'altra un'avversione, una ripugnanza spaventevole. La faceva mangiare in cucina, e tutte le fatiche e i servizi di casa toccavano a lei. Fra le altre cose, bisognava che quella povera ragazza andasse due volte al giorno ad attingere acqua a una fontana distante più d'un miglio e mezzo, e ne riportasse una brocca piena.
Un giorno, mentre stava appunto lì alla fonte, le apparve accanto una povera vecchia che la pregò in ca**tà di darle da bere. "Ma volentieri, nonnina mia..." rispose la bella fanciulla "aspettate; vi sciacquo la brocca..." E subito dette alla mezzina una bella risciacquata, la riempì di acqua fresca, e gliela presentò sostenendola in alto con le sue proprie mani, affinché la vecchiarella bevesse con tutto il suo comodo. Quand'ebbe bevuto, disse la nonnina: "Tu sei tanto bella, quanto buona e quanto per benino, figliuola mia, che non posso fare a meno di lasciarti un dono". Quella era una Fata, che aveva preso la forma di una povera vecchia di campagna per vedere fin dove arrivava la bontà della giovinetta. E continuò: "Ti do per dono che ad ogni parola che pronunzierai ti esca di bocca o un fiore o una pietra preziosa"...
continua

di C.Perrault

Franca

03/03/2020

L'IMPORTANZA DELLE FAVOLE

LE FATE E IL CAPPELLO BIANCO
ultima parte
..La prima fata, poiché proprio di Fate si trattava, disse: «Giù dal camino!» e le altre, ripetendo la solita formula, la seguirono prima attraverso la cucina e poi giù fino alla cantina.
Qui cominciarono a prendere delle bottiglie di vino da portare via, poi ne aprirono una e la porsero al ragazzo il quale bevve così avidamente che cadde in un sonno profondo.
Al risveglio si trovò solo, e tutto tremante ritornò nella cucina dove incontrò dei servi che lo condussero dinnanzi al padrone di casa; dato che non sapeva dare una valida spiegazione circa la sua presenza lì fu condannato all'impiccagione.

Quando già si trovava sul patibolo vide una delle piccole donne farsi largo tra la folla; in mano teneva un cappello bianco simile a quello che lei aveva in capo.
La fata chiese al giudice di lasciare indossare il cappello al ragazzo prima di impiccarlo e il giudice, non vedendo cosa ci potesse essere di male, acconsentì.

La fata si arrampicò allora sul patibolo e mise il cappello sul capo del ragazzo dicendo: «io vado!» e il ragazzo, rapidamente, rispose: «io ti seguo!».
Veloci come fulmini volarono fino alla piccola capanna nel bosco.
La fata gli spiegò allora quanto si fosse offesa nello scoprire che si era appropriato del cappello bianco e aggiunse che, se voleva essere amico delle creature fatate del bosco, non avrebbe mai più dovuto prendere le cose di loro proprietà.

Il ragazzo promise e, dopo una buona cena, gli fu concesso di tornare alla sua casa.

continua

leggenda celtica

Franca

Indirizzo

Via Alessandro Manzoni, 67
Medolago
24030

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 12:30
Sabato 08:30 - 12:30

Sito Web

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