Procrea superfici

Procrea superfici Procrea progetta e realizza rivestimenti e pavimenti in cemento, resina e calcestruzzo.

Quando la superficie incontra il luogo, il progetto cambia prospettiva.Per le Cantine Mastroberardino, ad Atripalda, abb...
04/09/2026

Quando la superficie incontra il luogo, il progetto cambia prospettiva.

Per le Cantine Mastroberardino, ad Atripalda, abbiamo portato Tenet dentro un contesto che non aveva bisogno di essere trasformato, ma valorizzato.

Una superficie continua, materica, pensata per entrare in relazione con l’architettura e con ciò che la circonda, senza imporsi.

È anche questo che cerchiamo in un progetto:
una soluzione che non si limiti a rivestire uno spazio, ma che sappia diventarne parte.

📍 Procrea Superfici — Via Nazionale Torrette n°238/A, Mercogliano (AV)

Un progetto che riparte ricomincia dalle decisioni.Quando si torna su un progetto dopo una pausa, ci sono scelte che sem...
02/09/2026

Un progetto che riparte ricomincia dalle decisioni.

Quando si torna su un progetto dopo una pausa, ci sono scelte che sembrano già prese e altre che invece chiedono di essere riconsiderate.

È proprio in quel momento che il progetto prende una direzione.

Non basta che una superficie sia bella, né che funzioni presa singolarmente. Deve avere senso dentro quello che l'architettura sta cercando di costruire: nelle proporzioni, nella luce, nei passaggi tra uno spazio e l'altro.

A Villa Grottaminarda, la scelta di Trama nasce da questa esigenza: dare continuità alla materia senza trasformarla in un elemento estraneo al progetto.

Perché progettare significa anche questo: capire quali decisioni meritano di restare e quali, invece, hanno bisogno di essere ripensate.

Ed è spesso proprio da lì che un progetto comincia davvero a prendere forma.

Qual è la scelta che può cambiare davvero la direzione di un progetto?

31/08/2026

Ci abituiamo in fretta agli spazi che funzionano.

Entriamo, ci muoviamo, viviamo le nostre giornate senza fermarci a pensare al motivo per cui ci sentiamo a nostro agio.

E forse è proprio questo il segno di un buon progetto.

Non quello che chiede continuamente di essere osservato.

Ma quello che, con discrezione, rende più semplice tutto ciò che accade al suo interno.

Una superficie non cambia il modo in cui viviamo uno spazio da sola.

Lo fa insieme alla luce, alle proporzioni, ai materiali, ai dettagli e alle persone che quello spazio lo attraversano ogni giorno.

Per questo, quando progettiamo, non immaginiamo solo come apparirà un ambiente una volta terminato.

Cerchiamo di immaginare cosa succederà dopo.

Le conversazioni che ospiterà.

I gesti quotidiani che accompagnerà.

Il tempo che diventerà parte della sua storia.

Alla fine, il valore di un progetto non si misura soltanto in ciò che mostra.

Ma in tutto quello che rende possibile, senza chiedere mai di essere il protagonista.

Ogni progetto nasce in un'epoca precisa.Con gusti, riferimenti e tendenze che appartengono a quel momento.Eppure ci sono...
28/08/2026

Ogni progetto nasce in un'epoca precisa.

Con gusti, riferimenti e tendenze che appartengono a quel momento.

Eppure ci sono spazi che, anche a distanza di anni, continuano a trasmettere la stessa sensazione di equilibrio.

Non perché abbiano ignorato il proprio tempo.

Ma perché non si sono limitati a inseguirlo.

Le decisioni più solide sono spesso quelle che resistono al desiderio di stupire nell'immediato.

Sono quelle che continuano ad avere senso quando cambiano gli arredi, quando evolve il modo di abitare una casa, quando lo sguardo si abitua a ciò che un tempo sembrava nuovo.

Per questo crediamo che progettare significhi anche fare una scelta di prospettiva.

Domandarsi non solo se una soluzione funziona oggi, ma se continuerà ad accompagnare quello spazio con la stessa naturalezza anche domani.

Il valore di un progetto, in fondo, non dipende dalla sua capacità di seguire una tendenza.

Dipende dalla sua capacità di attraversarle senza perdere significato.

Qual è uno spazio che, ogni volta che lo rivedi, ti sembra ancora attuale? Cosa pensi lo renda tale?

Ci sono materiali che chiedono di essere il centro dell'attenzione.Entrano in uno spazio con una personalità così forte ...
26/08/2026

Ci sono materiali che chiedono di essere il centro dell'attenzione.

Entrano in uno spazio con una personalità così forte da condizionare tutto il resto.

Poi ce ne sono altri che fanno una cosa molto più difficile.

Lasciano libertà.

Libertà all'architettura di esprimersi.

Libertà alla luce di cambiare lo spazio durante la giornata.

Libertà agli arredi di trovare il proprio equilibrio senza dover competere con la superficie.

Quando scegliamo o sviluppiamo un materiale, non ci interessa che sia riconoscibile a tutti i costi.

Ci interessa che riesca a sostenere un progetto senza limitarne le possibilità.

Per questo non pensiamo mai alle superfici come a un punto di arrivo.

Le consideriamo uno strumento.

Uno strumento che permette a ogni progetto di trovare la propria voce, senza sovrastarla.

In fondo, il miglior materiale non è quello che si fa ricordare più degli altri.

È quello che permette allo spazio di essere ricordato per quello che è.

Ci sono progetti in cui ogni elemento, preso singolarmente, funziona.Eppure, messi insieme, non riescono a raccontare la...
24/08/2026

Ci sono progetti in cui ogni elemento, preso singolarmente, funziona.

Eppure, messi insieme, non riescono a raccontare la stessa storia.

La qualità di uno spazio non dipende soltanto dalla bontà delle singole scelte, ma dal modo in cui riescono a sostenersi a vicenda.

Materiali, luce, volumi e dettagli non competono tra loro.

Collaborano.

È questa relazione a costruire una sensazione di naturalezza che spesso si percepisce senza riuscire a spiegarla.

Per questo, quando lavoriamo a una superficie, non la consideriamo mai un elemento isolato. Ci interessa capire come entrerà in relazione con tutto ciò che la circonda, contribuendo a dare continuità al linguaggio complessivo del progetto.

Quando ogni parte parla la stessa lingua, lo spazio smette di essere una somma di elementi.

Diventa un'esperienza unitaria.

Secondo te, in un progetto è più importante il valore dei singoli dettagli o il modo in cui riescono a dialogare tra loro?

Durante un progetto capita di trovare soluzioni interessanti che, sulla carta, funzionano. Eppure, osservandole meglio, ...
21/08/2026

Durante un progetto capita di trovare soluzioni interessanti che, sulla carta, funzionano.

Eppure, osservandole meglio, ci si accorge che appartengono a un'altra storia, a un altro contesto, a un altro modo di abitare lo spazio.

È in quel momento che entra in gioco una competenza spesso sottovalutata: saper rinunciare.

Non per prudenza, ma per coerenza.

Ogni scelta esclusa rende più chiara quella che rimane.

Per questo il nostro lavoro non consiste nell'accumulare possibilità, ma nel riconoscere quale direzione abbia davvero senso seguire.

Un progetto maturo non è quello che contiene tutte le idee migliori.

È quello che conserva soltanto quelle necessarie.

Ti è mai capitato di ottenere un risultato migliore proprio dopo aver deciso di cambiare strada?

Ogni innovazione viene spesso raccontata come il risultato di un'intuizione.La realtà è molto meno lineare.La ricerca co...
19/08/2026

Ogni innovazione viene spesso raccontata come il risultato di un'intuizione.

La realtà è molto meno lineare.

La ricerca comincia quasi sempre con una domanda che non ha ancora trovato risposta.

"E se provassimo in un altro modo?"

È da lì che nasce il lavoro più interessante.

Non dalla certezza di arrivare subito a un risultato, ma dalla disponibilità a mettere in discussione ciò che sembra già funzionare.

Anche quando sviluppiamo una nuova superficie, il primo obiettivo non è confermare un'idea.

È verificarla.

Osservare come reagisce la materia, come cambia alla luce.

Come si comporta in applicazione.

Quali possibilità apre.

E quali, invece, è meglio abbandonare.

Perché fare ricerca significa anche accettare che alcune strade non portino dove immaginavamo.

Ogni campione racconta proprio questo: non una soluzione definitiva, ma una tappa di un processo fatto di osservazione, verifiche e continue domande.

È probabilmente la parte meno visibile del nostro lavoro.

Ed è anche quella da cui nasce tutto il resto.

Quando osserviamo un progetto in fotografia, tendiamo a fermarci su un'inquadratura.Nella realtà, però, nessuno vive uno...
17/08/2026

Quando osserviamo un progetto in fotografia, tendiamo a fermarci su un'inquadratura.

Nella realtà, però, nessuno vive uno spazio restando immobile.

Lo attraversa.

Ogni passo cambia il punto di vista.

La luce si modifica.

Le prospettive si aprono e si chiudono.

Le superfici iniziano a dialogare tra loro in modo diverso.

Per questo un progetto non può essere pensato come una sequenza di ambienti separati.

Deve accompagnare il movimento naturale di chi lo vive, facendo sì che ogni passaggio risulti fluido, coerente e spontaneo.

In Villa Grottaminarda, Trama contribuisce proprio a questa continuità percettiva. L'assenza di interruzioni permette allo sguardo e al corpo di attraversare gli spazi senza distrazioni, lasciando che sia l'architettura a costruire il ritmo dell'esperienza.

Forse il miglior complimento che si possa fare a un progetto è questo.

Accorgersi della qualità dello spazio solo dopo averlo vissuto.

Hai mai visitato un luogo che ti ha trasmesso una sensazione diversa semplicemente camminandoci dentro?

Indirizzo

Via Nazionale Torrette, 238/A
Mercogliano
83013

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

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