15/11/2025
"SÌ, MA ALLA FINE L'IMPORTANTE È CHE SI MANGI BENE."
Quante volte l'ho sentito dire quando parlo di design per il franchising food.
Ed è qui che inizia il problema.
Perché mentre in Italia continuiamo a pensare che il prodotto sia tutto, all'estero hanno capito una cosa fondamentale: il design e il marketing attirano le persone nel locale, il prodotto le fa tornare.
Se non entri, non assaggi. Punto.
In 20 anni di progettazione di locali pubblici – da singole aperture a catene internazionali come Autogrill – ho visto fallire format perfetti sulla carta e ho capito perché il franchising nella ristorazione italiana fatica a decollare rispetto ad altri settori.
Abbiamo un problema culturale: siamo il paese delle nonne con "le lasagne migliori del mondo", del pizzaiolo che non vuole il manuale operativo perché "lui sa fare meglio". Una creatività straordinaria che diventa il nostro limite quando si parla di standardizzazione.
Ho scritto un articolo dove provo a spiegare:
- Perché un locale in franchising è teatro, non un'estensione di casa tua
- Come si progetta un format che funzioni da Milano a Palermo (spoiler: non è solo questione estetica)
- Perché il primo locale deve già nascere pensando ai prossimi 50
- Cosa significa davvero "design strategico" nel food retail
Con dati aggiornati sul mercato (35,8 miliardi di euro nel 2024, +5,4%) e riflessioni concrete su cosa serve davvero per creare una catena di successo.
Perché no, il "bello" non basta. Ma nemmeno il "buono" da solo.
Quando progettare per le catene significa ripensare il mestiere del designer Il franchising nel settore della ristorazione italiana sta attraversando una fase di crescita significativa: nel 2024 il comparto ha registrato un giro d'affari di 35,8 miliardi di euro con una crescita del 5,4% rispetto al