27/05/2022
Il secondo incontro di SibenArchi svoltosi venerdi 13 Maggio a Cimitile ha ospitato quattro giovanissime architette: Marilù Vaccaro, Giorgia Arilotta, Sara Carbone e Valentina Napolitano, le quali hanno discusso i loro progetti di tesi fondati sul tema urbano quale l’ex base Nato di Napoli, l’ex Italgas di Roma, è il quartiere Flaminio di Roma.
Inoltre, fra le personalità di rilievo ha avuto il piacere di ospitare Massimo Bignardi, storico dell’arte contemporanea e ambientale e di architettura del paesaggio, il quale per diversi anni ha diretto la scuola di specializzazione in Beni storico artistici, presso l’Università di Siena.
Il tema a cui Bignardi fa riferimento è il processo di democratizzazione ai fini della rigenerazione umana e urbana, la quale può essere ottenuta grazie alla collaborazione tra arte e architettura, che reputa due discipline perfettamente in sincronia: ove la prima è capace di immaginare lo spazio, la seconda è definita come “la pratica per rendere possibile la città”. Egli solleva, però, un’ interessante riflessione su come tale collaborazione sia ostacolata da un sistema politico che le separa brutalmente ritenendo l’artista una figura esclusivamente creativa, inadatta ad occuparsi dell’aspetto sociale della città, come lo è, invece, l’architetto. A tal proposito è naturale riconsiderare la distinzione tra arti minori e arti maggiori, e, magari, incentivarne l’abolizione al fine di migliorare la città e rigenerare le periferie.
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