N2Z - Irene Nizzi Architetto

N2Z - Irene Nizzi Architetto Recupero bellezza progettando nuovi spazi a partire da quelli passati.

Mi occupo di case da ristrutturare, con un'attenzione particolare al recupero e alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.

Dopo mesi di lavori bloccati da permessi sospesi, abbiamo finalmente avviato la fase del   nella  Cosa è successo?È succ...
09/05/2023

Dopo mesi di lavori bloccati da permessi sospesi, abbiamo finalmente avviato la fase del nella
Cosa è successo?
È successo che siamo in prossimità delle mura storiche e, giustamente, c'è una fascia di rispetto. Il problema è che per un presunto errore procedurale di un'amministrazione abbiamo perso dei mesi...e anche soldi (diciamolo chiaramente, lavorazioni aggiuntive per i proprietari e lavori persi per me).
Qual'è il punto?
Il punto è che la tutela dei beni culturali non si può imporre col ricatto o solo con l'imposizione di vincoli, anche quando l'obiettivo è giusto e condivisibile. Bisogna trovare SOLUZIONI CONDIVISE, che siano la SINTESI di diverse ISTANZE. Per far questo servono enti in grado di ascoltare e professionisti preparati in grado di proporre soluzioni valide.
Spesso invece l'idea è che il privato sia il cattivo e gli enti i giustizieri.
Nel mio piccolo, oggi ho ottenuto il massimo che realisticamente era possibile ottenere, grazie anche al fatto che ho alle spalle una formazione specifica che mi ha spinta a cercare soluzioni senza accontentarmi delle indicazioni ricevute dagli enti, ma quello che ho passato per raggiungerlo non dovrebbe essere la normalità, non si può lavorare in questo clima di guerra dove se cerco il compromesso sto troppo dalla parte del nemico. Non può funzionare così.

Inedita voglia di restare laddove fuggire è fortemente consigliato. La tendenza a ignorare ogni istinto di autoconservaz...
14/03/2023

Inedita voglia di restare laddove fuggire è fortemente consigliato.
La tendenza a ignorare ogni istinto di autoconservazione può trovare la sua naturale spiegazione soltanto in una innata avversione per la tranquillità di chi, appunto, si affeziona facilmente e protegge una qualunque versione statica di se stesso.
In parole povere: mi sono volutamente infilata in una situazione lavorativa da cui potrei uscire arricchita e fortificata o devastata 😅 (e una cosa non esclude l'altra in effetti!).
Learning by doing dicono le più aggiornate metodologie didattiche... staremo a vedere!!!

Sulle differenze tra ingegneri e architetti si parla spesso. Di rado però, trovo riflessioni esenti da pesanti accuse e ...
16/06/2022

Sulle differenze tra ingegneri e architetti si parla spesso. Di rado però, trovo riflessioni esenti da pesanti accuse e reciproche antipatie.
E allora perché parlarne e farsi bersaglio di facili polemiche?
Perché credo nell'interdisciplinarità, che è una multidisciplinarità che lavora per intersezione e non per sovrapposizione di saperi, e perché, di base, per andare d'accordo, più che negare le differenze, è necessario conoscerle e farne punti di forza.
La differenza tra ingegnere e architetto per me è abissale, ma non riguarda le conoscenze tecniche, o peggio, il fatto che l'architetto è un artista (brividi 🙈). L'arte può essere tante cose, anche il far stare su una struttura con soluzioni INGEGNose, e la tecnica è sempre necessaria, anche agli artisti.
La differenza sta nella visione: l'architetto progetta lo spazio, in cui si vive e ci si muove, e lo spazio non è solo muri e nicchie per mensole su misura, è fatto di strutture, impianti, finiture, arredi. E l'architetto non è una figura che si occupa di una specifica parte di sua competenza, l'architetto nasce come regista del progetto, che deve sapere un po' di tutto, ma poi deve comporre e coordinare una squadra di esperti a cui affidarsi. Può avere competenze più specifiche su qualcosa, quindi specializzarsi in questo o quel settore, ma la sua peculiarità è la visione GLOBALE che gli permette coordinare tutto, prendere le decisioni e prendersi le responsabilità.
E perché l'architetto? Perché (di solito, ma non è una regola) di tutti i professionisti del campo edilizio è quello che ha una formazione sia tecnico-scientifica, sia umanistico-compositiva, non artistica, e PER FORMAZIONE, è abituato a lavorare in gruppo e ad avere a cuore la prestazione di un isolamento, l'effetto di un intonaco, il flusso dei percorsi di una stanza, l'impatto di una canaletta su un prospetto...
Un lavoro fatto di progetti specialistici che si sovrappongono senza integrarsi, è come un dolce dove gli ingredienti non sono mescolati: lo metti in forno e ne esce solo poltiglia immangiabile.

"E questo cos'è?""Un saggio stratigrafico, no?""No dico, questo spessore a sinistra, sembra uno strato di intonaco sopra...
24/05/2022

"E questo cos'è?"
"Un saggio stratigrafico, no?"
"No dico, questo spessore a sinistra, sembra uno strato di intonaco sopra i dipinti...cosa ci fa un intonaco sopra i dipinti?"
"Mah sarà una rasatura, magari per regolarizzare il muro..."
"Ma no, c'erano i dipinti, cosa regolarizzi, e poi perché solo qui? Aspe, nella descrizione del 1828 ci sono 3 finestre...qui le finestre sono due!!!"
"Come tre finestre???"
"C***o questa è la terza finestra tamponata!!! Hanno tamponato una finestra!!!"
😱😱😱
Ecco, tra un'esclamazione colorita e l'altra, cosa facciamo noi pazzi per gli edifici storici (vero ???): ricostruiamo le vicende costruttive di un edificio per capire com'è stato pensato, come si è trasformato, come funziona e che problemi ha.
Osserviamo stratificazioni, le combiniamo con i documenti d'archivio e facciamo lavorare le celluline grigie come ci ha insegnato Agata Christie con il suo Poirot.
Obiettivo? Un progetto di valorizzazione (riuso+conservazione) che sia coerente e organico con l'esistente, che ne preservi caratteri e potenzialità, che possa combinare esigenze diverse (sicurezza, budget, conservazione, ecc.) con interventi mirati, minimi e davvero efficaci.
Risultato? Ci divertiamo un mondo e, con il naso all'insù, continuiamo a stupirci ad ogni piccola scoperta!

Capita che il ruolo dell'architetto venga considerato superfluo, quel "di più" che "non ci possiamo permettere" e sul qu...
12/04/2022

Capita che il ruolo dell'architetto venga considerato superfluo, quel "di più" che "non ci possiamo permettere" e sul quale sembra saggio risparmiare.
Capita, certamente, che le cose filino liscie e senza intoppi. Più spesso, purtroppo, capita che quel famoso "disegnino" che ti ha fatto il negozio si vada a scontrare con la realtà, perché non diventa ESECUTIVO.
L'architetto/a non è solo quello/a che ti aiuta a scegliere il colore delle tende o lo stile del bagno, è quella figura che segue e guida tutto il processo, perché PER FORMAZIONE ha una visione GLOBALE, conosce il progetto e tiene insieme tutte le esigenze (funzionali, strutturali, impiantistici, estetiche ed economiche).
[I disegni esecutivi servono alla ditta per avere indicazioni e misure precise, sono l'anello di congiunzione tra il progetto e la realtà, senza, sono spesso dolori...].

Ho due problemi di..."velocità" 🤭Il primo sono le gambe lunghe, perché mi fanno correre anche quando cammino adagio. Il ...
27/03/2022

Ho due problemi di..."velocità" 🤭
Il primo sono le gambe lunghe, perché mi fanno correre anche quando cammino adagio.
Il secondo sono i ragionamenti. Nessun software gli sta dietro come la mia mano 😅
Da anni ho smesso di progettare davanti al PC, di modellare 3d che nel tempo di un click si fanno e si disfano nella mia testa. E alla fine, da strumento di lavoro, il disegno è diventato un modo per parlare anche agli altri e sottoporre loro quesiti e soluzioni.
In questo bagno alcuni problemi tecnici emersi sul cantiere mi hanno costretta a ripensare tutti i rivestimenti che i proprietari avevano scelto...
Scorri le foto per vedere le opzioni e dimmi quale preferisci 😉


17/12/2021

Studiare. Approfondire. Analizzare. Confrontare. Ri-studiare. Ecco quello che faccio come una pazza quando lavoro su un edificio storico.
Ma a cosa serve, davvero, la ricerca storico-critica?
Chiediamolo agli strutturisti quando fanno i martinetti piatti sulle tamponature.
Chiediamolo a chi fa diagnostica quando cerca dipinti medievali su pareti del Seicento.
Chiediamolo agli architetti progettisti quando si trovano a dover scegliere come e cosa valorizzare, perché la teoria è facile, la realtà è fatta di scelte e compromessi che vengono da una profonda conoscenza di quello che devi conservare e valorizzare e dei valori di cui è portatore.
La ricerca storica, fatta in tandem con rilievi e saggi diagnostici, non è altro che un'indagine degna dei più avvincenti gialli di Agatha Christie:
CHI "Ah ma quindi il palazzo era del fratello!"
COSA "qui dice che nel 1615 ha fatto dei restauri"
QUANDO "dal catasto storico si vede, questo ampliamento c'era già nel 1835!"
COME "cavolo! Li le murature li non sono ammorsate!!!"
PERCHÉ "ma è chiaro che se ha fatto una trifora dopo le quadrifore vuol dire che c'era già un allineamento da rispettare!"
Si...congetture, ragionamenti, ipotesi fatte col naso all'insù, in attesa di piegarsi sui libri e sui documenti d'archivio alla ricerca di un indizio, anzi, di quei tre che fanno una prova!
Ho già detto che amo il mio lavoro a metà tra Jessica Fletcher e Indiana Jones??? ❤
[In foto, una pagina del libro che ha dato una decisiva svolta alle mie ricerche su un casale del 700]
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È tanto che non pubblico un post, ma non sto ferma: ragiono seduta alla scrivania, con la penna in mano, grata per quell...
06/07/2021

È tanto che non pubblico un post, ma non sto ferma: ragiono seduta alla scrivania, con la penna in mano, grata per quello che sto facendo.
Tanto lavoro, progetti bellissimi e sempre di più un metodo tutto mio per risolvere i problemi, migliorare la vita di qualcuno e recuperare bellezza.
[Sfatiamo subito il mito della progettista-artista che progetta lentamente disegnando con i pantoni: sto sempre a correre, ho sonno, i disegni li faccio al volo mentre ragiono, combatto con la burocrazia e alterno ansie a incazzature, nessuno si senta inadeguato, siamo tutti pazzi perché, nonostante questo, amiamo il nostro lavoro!!!]
ma ho sonno
ma anche le vacanze
ma faccio pure le pratiche

Il trattamento delle lacune nel restauro architettonico è da sempre un tema molto dibattuto.Come si interviene quando un...
22/03/2021

Il trattamento delle lacune nel restauro architettonico è da sempre un tema molto dibattuto.

Come si interviene quando un edificio, una decorazione, un elemento architettonico, hanno perso un pezzo? Bisogna sempre ricostruirlo? E la ricostruzione deve essere mimetica o si deve poter distinguere? La devono poter distinguere tutti o solo gli esperti? Conta più la leggibilità dell'insieme o del materiale originale?

Dibattiti, carte del restauro, linee guida e principi condivisi: ancora oggi l’interpretazione della lacuna è un tema su cui architetti, restauratori, storici ed esperti di ogni tipo, si scontrano con esiti molto diversi tra loro.

Quello che conta e che determina la buona riuscita di un intervento di restauro è la preparazione storico-critica del progettista e la sua capacità di riconoscere e mettere ordine ai valori di cui l’opera è portatrice (valore storico, valore artistico, valore psicologico-percettivo, valore sociale, valore didattico…).

Non ci si improvvisa architetti, soprattutto di fronte a un edificio storico, a qualunque epoca esso appartenga, vincolato o meno.

Vi mostro due esempi di reintegrazione della mancanza (in entrambi i casi la copertura di una chiesa) con un intervento contemporaneo e distinguibile, ma con esiti a mio avviso completamente diversi. Ditemi la vostra nei commenti!

Immagini: 1-2 - Emanuele Fidone, Basilica Paleocristiana di San Pietro, Siracusa (2009); 3-4 - Andrea Bruno, Cattedrale di Bagrati, Kutaisi, Georgia (2012);

Carlo Scarpa diceva che per progettare aveva bisogno di pretesti, ossia le preesistenze e i limiti a cui il progetto sul...
15/03/2021

Carlo Scarpa diceva che per progettare aveva bisogno di pretesti, ossia le preesistenze e i limiti a cui il progetto sull’esistente deve adattarsi.

Studiando i suoi interventi di restauro ho smesso di cercare disperatamente quella voglia di lasciare il segno che mi sembrava fondamentale per dirsi architetti e ho capito che amo le case da ristrutturare perché dietro ogni difetto, ogni vincolo e ogni difficoltà, c’è un’occasione unica di portare nuovamente bellezza.

Nella foto una bellissima casa nel quartiere Born di Barcellona, rinnovata in punta di piedi dallo studio Colombo and Serboli Architecture, grazie al sapiente uso del colore che permette di mantenere e valorizzare i soffitti alti, le modanature, i gessi alle pareti e le pavimentazioni tipiche delle case catalane d’epoca.

Fonte: Domus CaSA - Colombo and Serboli Architecture

Indirizzo

Pisa
56127

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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