16/05/2026
Il gatto vive tra due mondi. Lo sanno tutti, ma nessuno ci pensa davvero. C'è il nostro, fatto di luce e di rumore. E c'è l'altro, quello che comincia quando si chiudono gli occhi.
Caelia abita lì, nel mezzo, con quella postura di chi sa esattamente dove sta andando.
Il nome viene dal latino caelum, paradiso, l'ho scelto perché i sogni hanno bisogno di pace, non di caso.
Il viola è il colore del mistero onirico, ma non è solo un colore. È in foglia di metallo, cambia con la luce, riflette quello che c'è intorno, anche il buio, anche il bagliore che entra dalla finestra di notte.
Gli occhi azzurri sono un'altra cosa: sono la quiete. Quella sensazione di appoggiarti al cuscino e sentirti al sicuro.
Il filo che esce dalla bocca non è un dettaglio tecnico. Caelia porta via la luce, la tiene lei, perché tu possa dormire davvero.
Ho scelto il cirmolo perché da secoli lo chiamano l'albero del sonno. Il suo profumo non si aggiunge alla stanza, si installa. Riempie l'aria di qualcosa di alpino, di antico, di pulito. È un legno che lavora anche quando tu non ci pensi.
C'è una cosa che devo dire chiaramente: Caelia non è solo una lampada. È un comodino con una libreria integrata, un portaoggetti, e una scultura.
La lampada viene quasi per ultima nell'elenco
In camera da letto, di notte, con i libri nella libreria e gli occhiali sul ripiano, diventa qualcosa di diverso da quello che vedi qui.
Ci vuole una settimana di lavoro. Non perché sia complicata da spiegare, ma perché ogni parte chiede il suo tempo: la forma del corpo, le zampe, gli occhi, le proporzioni, il muso. Ogni segno di scalpello è intenzionale e fatto a mano.
Ogni Caelia che esce da questo laboratorio è diversa dall'altra, anche se il soggetto è lo stesso.
Nasce alla base delle montagne della Valle d'Aosta, in un posto che sa di legno e di resina.
Se vuoi sapere se c'è ancora una Caelia disponibile, scrivimi in DM.