10/09/2026
Oggi vi racconto una storia pazzesca.
Un giorno un mio amico mi ha fatto provare un piatto della sua tradizione: un piatto di condivisione, un piatto di festa.
Mangiarlo mi ha fatto pensare a quanto sia potente un ricordo e a quanto il cibo possa evocare umori, sensazioni e momenti lontani.
A volte un boccone fatto bene può persino aiutarci a elaborare un pensiero.
Oggi, dopo tanto tempo, Roma è allagata. Io sono a casa e mi sono preparato il mio biriyani di pollo.
Ed è arrivato il momento che sappiate qualche perla.
Per prima cosa: andate a comprare le spezie.
Io vi consiglio il .
Vi serviranno:
• Curcuma
• Cannella
• Chiodi di garofano
• Anice stellato
• Cumino
• Cardamomo
• Zafferano
• Pepe nero
• Sale
• Yogurt greco
• 2 cipolle
• Zenzero
• Peperoncino
• Burro chiarificato — potete tranquillamente farlo a casa, trovate la ricetta nei commenti.
Per prima cosa mariniamo il pollo per circa un’ora con yogurt, spezie, zenzero, peperoncino e sale.
Nel frattempo tagliamo le cipolle.
E qui arriva una delle mie fissazioni: gli scarti non sono rifiuti.
Con bucce e parti pulite delle verdure possiamo preparare un brodo vegetale che accompagnerà la nostra preparazione o potrà diventare la base di quella successiva.
Meno sprechi, più sapore.
In una casseruola facciamo sciogliere il burro chiarificato e lasciamo appassire le cipolle. Aggiungiamo il pollo con la sua marinatura e lasciamo cuocere dolcemente per circa 15 minuti.
Nel frattempo cuociamo il riso basmati in acqua salata, fermandoci prima che sia completamente cotto.
A questo punto uniamo il riso al pollo, aggiungiamo lo zafferano e qualche cucchiaio di brodo se necessario.
Copriamo e lasciamo terminare la cottura a fuoco dolce.
Poi spegniamo.
E aspettiamo.
Il riposo è parte della ricetta: lasciamo che il riso assorba i profumi, che le spezie si incontrino e che ogni cosa trovi il suo equilibrio.
Perché alla fine cucinare non è soltanto mettere insieme degli ingredienti.
È cercare di riportare a tavola qualcosa che abbiamo sentito, vissuto o ricordato.
E forse è proprio questo il motivo per cui certi piatti, anche dopo anni, continuano a parlarci.
🍗🍗