01/11/2015
Perché commemorare i defunti con il Crisantemo?
La prima delle risposte, probabilmente la più ovvia, è proprio la sua fioritura che avviene nel periodo tardo autunnale ed invernale, altra importante concausa la sua resistenza al clima rigido.
Nei tempi passati non si portavano ai defunti, nei cimiteri, fiori particolarmente ricercati - comunque non a disposizione del popolo - ma bensì i più comuni, essi dovevano essere semplicemente la testimonianza di un pensiero per l'estinto.
Col tempo inizia a rappresentare il coraggio e viene regalato, come segno di solidarietà, a chi è colpito da una grave disgrazia.
Se per gli indù il crisantemo significa "amore oltre la morte", quindi immortalità e nuova vita piena di gioia, nella nostra civiltà diventa infine il fiore del dolore, della tristezza e della morte.
Questa "funerea" fama, fortunatamente, non è "universalmente" riconosciuta, anzi, da oltre duemila anni i popoli dell’Estremo Oriente, coltivano il crisantemo: simbolo di amore e di verità.
Per il suo temperamento fiero, incurante del gelo e trionfante in autunno, diventa il simbolo delle virtù dell'imperatore: i crisantemi venivano dunque fatti crescere solo nei giardini imperiali. Nessuno poteva coltivarlo, pena la morte.
In Marocco i crisantemi sono portati in dono alle feste e nei matrimoni.
Insomma forse è ora di rivalutare questo splendido fiore, che fra l'altro ha una durata di molti giorni anche se reciso.