09/06/2026
IL MIO CAMMINO DI SAN FRANCESCO
….Viandante
Sono le tue impronte il cammino
E niente più
Viandante
Non c’è cammino
Il cammino si fa andando
Andando si fa il cammino
E se ti volti indietro vedi il sentiero che
Mai più tornerai a calpestare
Viandante
Non c’è cammino
Ma solo scie nel mare…
Un cammino è un viaggio che si fa prima con i piedi e poi, senza accorgersene, con l’anima. Raccontarlo significa dare un nome a emozioni che cambiano ad ogni tappa.
L’inquietudine della partenza
Un misto di eccitazione e paura. Hai scelto tu di partire, ma lasci casa, abitudini, certezze. Lo zaino pesa, ma pesa di più la domanda: “ce la farò?”.
La fatica che spoglia
Dopo i primi giorni, il dolore ai piedi diventa un mantra. Il caldo, la salita. Pensi “chi me l’ha fatto fare”. È il momento in cui il cammino ti toglie la maschera.
Ho capito che non stavo lottando con la strada, ma con la parte di me che vuole sempre avere il controllo.”
Lo stupore per il poco.
Gratitudine improvvisa. Un bicchiere d’acqua fresca, un panino condiviso, un letto in ostello, un tramonto senza filtri. Le cose piccole tornano a bastare.
L’incontro che ti cambia la strada.
Sul cammino incontri sconosciuti che in 10 minuti ti dicono verità che gli amici ti dicono in 10 anni. C’è un patto non scritto: qui siamo tutti veri.
L’arrivo: vuoto e pieno insieme
Sei felice, ma anche spiazzato. Il viaggio è finito, e adesso? È la nostalgia anticipata di qualcosa che stai ancora vivendo.
Il ritorno: la nostalgia al contrario
Torni a casa e tutto è uguale, ma tu no. Il letto è troppo morbido. Il traffico troppo veloce. Ti manca la semplicità del “cammina, mangia, dormi”.
Elisa