Matteo Magnabosco Architetto

Matteo Magnabosco Architetto Nulla è lasciato al caso I Architetto I Torino
Mi occupo di cambiare, trasformare e reinventare spazi, con cura e attenzione. www.matteomagnabosco.it

Mi chiamo Matteo Magnabosco, vivo e lavoro a Torino dove mi dedico alla libera professione, occupandomi di architettura e interior design. Particolarmente attento ai dettagli, mi piace sperimentare nuovi materiali e disegnare pezzi unici che caratterizzano i miei progetti in modo attuale e personalizzato. Ho studiato al Politecnico di Torino dove mi sono laureato con lode in Architettura nel 2008.

Durante la formazione universitaria ho lavorato con alcuni studi di architettura e successivamente con +Studio Architetti Associati. Dal 2009 al 2018 ho collaborato con Studioblu di E. Barberini e L. Dal Pozzolo Architetti Associati. Nel 2019 inauguro il mio nuovo Studio nella zona della Gran Madre. Sono iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino dal 2009.

Sette installazioni, sette visioni del progetto contemporaneo. Il  non è stato solo una Design Week — è stato un invito ...
24/04/2026

Sette installazioni, sette visioni del progetto contemporaneo. Il non è stato solo una Design Week — è stato un invito a rallentare, osservare e riconsiderare il ruolo dell’architettura e del design nella vita delle persone.

Nel Loggiato della Pinacoteca di Brera, Serotonin di traduce la chimica della felicità in forme gonfiabili che respirano lentamente, fermando il tempo. Al Portrait, Origin di per assorbe la luce del porticato storico con la sua pelle metallica opaca: un invito a ritrovare l’essenziale. Da Du Pasquier e Sowden dimostrano con Teatro della Vita che il colore non decora lo spazio — lo costruisce. immagina con Città delle Idee una città che si smaterializza in blocchi 3D, manifesto sul futuro del costruire sostenibile. Da , Responsive Nature articola sei giardini botanici interconnessi dove esplora il confine tra natura reale e artificiale. A Palazzo Litta, trasforma il Cortile d’Onore in un labirinto site-specific che dialoga con la storia senza alterarla. A Palazzo Moscova, Y.O.U. di Numero Cromatico per glo ribalta il rapporto tra opera e pubblico: l’installazione esiste solo grazie a chi la attraversa.

Salva questo post se stai pianificando il tuo percorso, e dimmi nei commenti qual è stata la tua installazione preferita ⬇️⬇️

Cinque stand, cinque visioni.Il Salone del Mobile di Milano non è una fiera — è il posto dove capisci dove sta andando i...
23/04/2026

Cinque stand, cinque visioni.

Il Salone del Mobile di Milano non è una fiera — è il posto dove capisci dove sta andando il progetto d’interni. Non come tendenza da seguire, ma come direzione da interpretare. Ed è esattamente quello che faccio quando ci vado: ricerca, confronto con i materiali, ascolto dei linguaggi.

Quest’anno il filo era uno solo: la materia come punto di partenza. Non decorazione, non effetto. Origine. Dal tavolo scultoreo di Desalto all’heritage che si rinnova di B&B Italia — ogni stand parlava chiaro. Forme audaci ma misurate. Dettagli che fanno la differenza. Un lusso sempre più consapevole e artigianale.

Nulla è lasciato al caso — nemmeno qui.

Scorri le foto e dimmi: quale stand ti ha colpito di più?

20/04/2026

Ogni anno uguale. Ogni anno diverso.

La Milano Design Week inizia sempre con la stessa scarica di adrenalina — e questa opening night non ha fatto eccezione. La serata di inaugurazione di FÒCO, Living Notes by , era esattamente quello che cercavo.

Dopo Terra, Acqua e Aria, il ciclo si chiude con il quarto elemento: il Fuoco. Luci calde, superfici materiche, riflessi e contrasti che costruiscono un’atmosfera densa, quasi tattile. Non uno spazio da guardare — uno spazio da sentire.

Questi sono i momenti in cui il design smette di essere estetica e diventa linguaggio. Un racconto fatto di materia, luce e suggestioni. E attorno a tutto questo, le persone, le connessioni, le idee — l’energia collettiva che trasforma ogni installazione in qualcosa di più grande.

Viverla da architetto e ambassador significa immergersi completamente in questo dialogo creativo che ogni anno rimescola le carte.

La Design Week non è un punto di arrivo. È sempre, ogni volta, un punto di partenza. 🔥

C’è una Madrid che non finisce sulle cartoline. È quella del cemento a vista, delle geometrie senza scuse, degli edifici...
11/04/2026

C’è una Madrid che non finisce sulle cartoline. È quella del cemento a vista, delle geometrie senza scuse, degli edifici che non chiedono di essere amati — ma che, nel tempo, finisci per non dimenticare.

Il brutalismo arrivò in Spagna negli anni ‘60 e ‘70 come linguaggio di un’architettura che voleva essere onesta: struttura visibile, materiale dichiarato, forma che segue la funzione senza ornamenti. A Madrid lasciò segni precisi e potenti.

Le Torri Blancas di Sáenz de Oíza sono forse l’esempio più sorprendente: cilindri di cemento con balconi circolari che sembrano crescere organicamente, quasi alberi in verticale.

L’Instituto del Patrimonio Cultural — conosciuto dai madrileni come “la corona de espinas” — parla il linguaggio dell’austerità consapevole: quella facciata in cemento con le sue nervature appuntite non è solo estetica, è il carattere dell’edificio che affiora in superficie.

Il Faro de Moncloa, 92 metri di torre-belvedere, è brutalismo che si fa monumentale, verticale puro nel skyline della città.

La Torre de Valencia chiude il racconto con la sua pianta esagonale e i moduli ripetuti: discreta, precisa, difficile da ignorare.

Quattro edifici, un’unica poetica. Il cemento grezzo non mente mai sulla propria natura — ed è forse per questo che questi spazi continuano a parlare, anche decenni dopo.

Qual è il tuo preferito? Scrivilo nei commenti 💬

🏡 Vi ricordate quando vi ho mostrato questo grande appartamento d’epoca, con quella carta da parati a fiori e le piastre...
26/03/2026

🏡 Vi ricordate quando vi ho mostrato questo grande appartamento d’epoca, con quella carta da parati a fiori e le piastrelle originali? Spazi generosi ma frammentati, che sembravano raccontare storie diverse senza dialogo tra loro.

Oggi, dopo mesi di scelte ponderate e demolizioni strategiche, quello stesso spazio si è trasformato in tre appartamenti moderni e funzionali. Ogni nuova unità abitativa ha trovato la sua identità: le divisioni sono state ripensate per creare prospettive fluide e dedicate, la luce naturale disegna percorsi ottimizzati in ogni ambiente, e ogni materiale scelto dialoga con l’anima originale della struttura.

Il risultato non è solo un frazionamento intelligente, ma tre case che rispecchiano le esigenze contemporanee - mantenendo la memoria storica dell’edificio ma respirando una nuova funzionalità.

✨ Scorrete per vedere le ultime fasi di questa trasformazione e ditemi: quale momento vi emoziona di più?

📩 Se state sognando di ottimizzare il vostro spazio o realizzare un progetto di frazionamento intelligente, scrivetemi in DM!

Al  la mostra di Chiharu Shiota si presenta come un attraversamento dello spazio prima ancora che come un percorso espos...
22/02/2026

Al la mostra di Chiharu Shiota si presenta come un attraversamento dello spazio prima ancora che come un percorso espositivo.

Entrando nelle sale, il filo diventa architettura. Trame f***e, sospese, avvolgono l’aria e trasformano il vuoto in materia tangibile. Oggetti quotidiani – barche, sedie, valigie – emergono o si dissolvono all’interno di queste costellazioni tessili, come frammenti di memoria che cercano una nuova collocazione. La percezione cambia: il passo rallenta, lo sguardo si alza, il corpo misura distanze che non sono più solo fisiche ma emotive.

Il tema della connessione attraversa l’intera mostra. Connessione tra individui, tra passato e presente, tra ciò che è visibile e ciò che resta invisibile ma strutturante. I fili disegnano confini e allo stesso tempo li annullano; costruiscono stanze senza muri, soglie senza porte. La luce filtra tra gli intrecci e diventa parte dell’opera, proiettando ombre che amplificano la profondità e ridefiniscono i volumi.

È un’esperienza che parla di spazio come racconto, di materia come linguaggio, di memoria come elemento progettuale. Un invito a osservare gli ambienti non solo per ciò che contengono, ma per le relazioni che sanno generare.

La relazione costruita all’ingresso di Casa Fulvia si apre nel soggiorno, cuore della casa e spazio della quotidianità. ...
26/01/2026

La relazione costruita all’ingresso di Casa Fulvia si apre nel soggiorno, cuore della casa e spazio della quotidianità. La grande libreria disegna la parete principale e integra la zona TV con un linguaggio essenziale, pensato per durare nel tempo, conteneendo oggetti e libri in un’alternanza di pieni e vuoti.
Il divano in velluto blu introduce comfort e profondità materica, bilanciando le linee dell’arredo con una presenza morbida e avvolgente. Tutto è pensato per convivere senza gerarchie, in un ambiente che invita a fermarsi.

Uno spazio progettato per essere vissuto, prima ancora che osservato.

In ogni casa esiste un punto in cui gli spazi iniziano a dialogare. Nel progetto di Casa Fulvia l’ingresso non è pensato...
15/01/2026

In ogni casa esiste un punto in cui gli spazi iniziano a dialogare. Nel progetto di Casa Fulvia l’ingresso non è pensato come un luogo separato, ma come elemento di unione tra funzioni, luce e percorsi. La libreria su misura integra il guardaroba in modo fluido, diventando un sistema unico che accompagna l’ingresso verso il soggiorno. Il pannello scorrevole cannettato e vetrato non divide, ma mette in relazione: filtra la luce, protegge la vista e mantiene una continuità visiva delicata e controllata.

Il design inizia spesso da ciò che separa, ma soprattutto da ciò che unisce.

🔍 Il vero superpotere dell'architetto? Vedere oltre quello che c'è.Dove tu vedi problemi, io vedo opportunità. Spazi ang...
28/10/2025

🔍 Il vero superpotere dell'architetto? Vedere oltre quello che c'è.
Dove tu vedi problemi, io vedo opportunità. Spazi angusti diventano fluidi, angoli morti si trasformano in soluzioni geniali. Ogni progetto è un puzzle da risolvere, con un pezzo finale sempre sorprendente: una casa che ti assomiglia davvero.

🤔 Qual è il problema della tua casa che ti sembra irrisolvibile?

📩 Scrivimi in DM per una valutazione, iniziamo dal tuo spazio più critico!

C’è qualcosa di magico nel modo in cui a Marrakesh l’architettura non è mai fine a se stessa. I riad ad esempio sono dei...
23/10/2025

C’è qualcosa di magico nel modo in cui a Marrakesh l’architettura non è mai fine a se stessa. I riad ad esempio sono dei gioielli di progettazione. Il cortile centrale non è solo bello da vedere, è un sistema di raffreddamento naturale. L’aria fresca scende durante la notte e si conserva durante il giorno. Zero climatizzatori, zero sprechi. Ogni dettaglio racconta una storia di necessità che si trasforma in bellezza. I pavimenti geometrici, i soffitti intagliati, le pareti che cambiano colore con la luce del giorno... tutto ha un senso pratico che poi diventa pura magia visiva.
Mi viene sempre da pensare: e se progettassimo ancora così? Se invece di inseguire le mode, partissimo dalle vere esigenze di chi vive gli spazi?
Voi cosa ne pensate? C’è un posto che vi ha cambiato il modo di vedere il design? 🇲🇦

Inizia oggi un nuovo cantiere! Queste mura hanno una storia: tappezzerie a fiori, piastrelle originali, tracce di una fa...
16/10/2025

Inizia oggi un nuovo cantiere! Queste mura hanno una storia: tappezzerie a fiori, piastrelle originali, tracce di una famiglia che qui ha vissuto per decenni. Ora è tempo di un cambiamento. La fase di demolizione è sempre particolare - si smonta il passato per fare spazio al nuovo. Ogni parete rimossa rivela le potenzialità nascoste degli spazi. Non si tratta di cancellare la memoria del luogo, ma di adattarla alle esigenze contemporanee. Sarà un percorso lungo, con le sue sfide quotidiane. Ma passo dopo passo, questa casa tornerà a essere vissuta. Condividerò con voi l'evoluzione dei lavori - i momenti belli e quelli più complicati che ogni cantiere porta con sé.

Avete mai seguito una ristrutturazione completa? Com'è stata l'esperienza? ⬇️

Tra i vicoli di Cherasco, ogni pezzo racconta una storia che aspettava solo di essere scoperta. Il mercatino dell'antiqu...
10/10/2025

Tra i vicoli di Cherasco, ogni pezzo racconta una storia che aspettava solo di essere scoperta. Il mercatino dell'antiquariato è il posto perfetto dove funzionalità e bellezza si incontrano: un mobile vintage può diventare l'elemento che trasforma completamente un ambiente. Nel design d'interni, i pezzi di modernariato non sono solo belli da vedere: creano punti focali unici, rompono la monotonia degli arredi standard e donano personalità agli spazi. È il mix perfetto tra sostenibilità, carattere e valore nel tempo.

👀 Quale tesoro nascosto cerchi per la tua casa?

Indirizzo

Via Santorre Di Santarosa 19
Turin
10131

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