UN PO' DI STORIA...
Verso la fine del 2001 l'Accademia Italiana della Cucina, attraverso l'allora Presidente Giuseppe Dell'Osso e alcuni Consiglieri nazionali, andava maturando la decisione, a lungo dibattuta, di ampliare la propria presenza nelle grandi città. Ci si rendeva conto che in queste realtà la presenza di una sola Delegazione non era più sufficiente ad assicurare il corretto e completo svolgimento dei compiti assegnatile: troppe le attività da monitorare, troppi i ristoranti da visitare, ecc.. Uno dei casi emblematici di questa situazione, se non il più eclatante, era proprio quello di Roma, una "piazza" che Pino Dell'Osso conosceva molto bene, essendone stato a lungo il Delegato. L'orientamento prevalente prevedeva che alla Delegazione di Roma, che avrebbe potuto circoscrivere la sua operatività all'interno delle Mura Aureliane, se ne aggiungessero altre, alle quali affidare il lavoro sui quartieri ubicati al di fuori di quelle stesse mura e nel territorio ad essi collegato, fino ai confini del Comune di Roma. Per la definizione delle aree si decise di seguire un criterio basato sulle principali vie consolari (e le parti della città che su di esse gravitano) e fu dato incarico al Consigliere Paolo Basili di indicarne i confini geografici. Vennero pertanto individuate quattro nuove Delegazioni da costituire ex novo, che si affiancassero a quelle già esistenti e operanti ai limiti della città: Roma Valle del Tevere (dal 1985) e Roma Olgiata Sabazia (dal 1986). Queste ultime, non più relegate al di fuori della cinta urbana, avrebbero spinto i propri confini, seguendo gli assi delle vie consolari Cassia e Flaminia, fino alle mura, coprendo così importanti quartieri (Prati, Vigna Clara, Flaminio ecc.) precedentemente affidati alle insufficienti forze della Delegazione di Roma e avrebbero aggiunto al proprio nome quello della consolare di riferimento, diventando rispettivamente: "Roma Valle del Tevere - Flaminia" e "Roma Olgiata Sabazia - Cassia". Le quattro nuove Delegazioni sarebbero invece state denominate Roma Appia, Roma Aurelia, Roma Eur e Roma Nomentana e a queste se ne sarebbe aggiunta una quinta, Roma Castelli, che avrebbe operato però su un territorio di riferimento (quello dei Castelli Romani) completamente esterno alla città. Per ufficializzare l'importante e, in un certo senso, rivoluzionaria decisione, fu scelta una riunione della Consulta romana. Si trattava anche di sondare la disponibilità di alcuni Accademici, preselezionati dalla Presidenza, ad accettare gli incarichi di Delegato e Vice Delegato e ad assumersi gli onori e gli oneri di formare le compagini delle nuove Delegazioni. La Consulta si tenne il 5 novembre 2001 presso il ristorante "Toto alle Carrozze", nell'omonima via del centro di Roma, che l'Accademia visitava per la prima volta (la visita a questo ristorante, attivo fin dal 1922, fu anche l'occasione per colmare una grave lacuna). Per l'Accademia si trattò di una cena e di un evento storici perché proprio lì, quel giorno, nacquero, da una costola della gloriosa e numerosa Delegazione di Roma, quattro delle cinque nuove Delegazioni proposte (Roma Nomentana si sarebbe costituita, infatti, solo in seguito, nel 2007). Roma Appia fu affidata alle cure di Publio Viola, Roma Aurelia a Giovan Battista Guerra, Roma Eur a Maurizio Minotti e Roma Castelli a Bruno Cesaroni. Inoltre, come già detto, alle denominazioni delle Delegazioni già attive, Olgiata Sabazia e Valle del Tevere, si decise di aggiungere i rispettivi attributi di Cassia e Flaminia. Ai volenterosi neo Delegati Viola, Guerra e Minotti furono affiancati come Vice Delegati tre Accademici romani di lungo corso (rispettivamente: Donato Pasquariello, Nicola Delli Santi e Francesco Ricciardi), scelti per dare manforte ai primi nella non facile opera di costituzione. Si trattava di creare una compagine di persone motivate senza attingere troppo alle risorse della Delegazione "madre" per non depauperarle ulteriormente. Grazie al dinamismo del neo Delegato e dei suoi più stretti collaboratori, in un paio di mesi il lavoro venne completato e Minotti fu in grado di comunicare al Presidente Dell'Osso l'avvenuta costituzione della Delegazione di Roma Eur (con ben 30 Accademici), indicando data e luogo della prima storica conviviale: lunedì 11 febbraio 2002 presso un ristorante simbolo del quartiere dal quale la Delegazione prendeva il nome, lo "Shangri La" (che purtroppo oggi non esiste più). La serata vide la nutrita partecipazione di Accademici vecchi e nuovi e di alcuni ospiti illustri (tra i quali il Delegato Regionale del Lazio Giuseppe Manica, il Delegato di Roma Giuseppe Gasparro, i neo Delegati Viola e Guerra, il decano degli Accademici romani Ezio Maurizi). Fu particolarmente significativa la cerimonia di consegna della campana a Maurizio Minotti da parte del Presidente Giuseppe Dell'Osso, il quale nel suo discorso di apertura si complimentò con il Delegato per l'ottimo lavoro già svolto (e in tempi così brevi), sottolineando l'opportunità per l'Accademia di poter contare su forze nuove, per una penetrazione e un monitoraggio più capillari del territorio romano, e la necessità di proseguire nell'impegno culturale insito nella missione del sodalizio. Minotti ringraziò il Presidente per l'affettuosa partecipazione presentando, uno ad uno, tutti i nuovi Accademici. Da quel giorno, per la nostra Delegazione, iniziò una stagione di attività intensa e continua, mai interrotta. Proprio la continuità e l'impegno, senza incertezze, sono state le caratteristiche che l'hanno distinta nel panorama accademico romano. La barra del timone è restata nelle mani di Maurizio Minotti fino al 2008, quando il Delegato della prima ora decise che era tempo di lasciare, indicando come successore il suo Vice. Questi, però, assorbito da altri impegni accademici, dopo un brevissimo periodo di "reggenza estiva”, durante il quale non ci fu occasione di organizzare conviviali accademiche, passò la mano all'attuale Delegato Claudio Nacca, che ricevette la campana da parte dell’allora Presidente Ballarini il 30 settembre 2008 nel corso di una riuscitissima e frequentatissima conviviale al Velavevodetto, in via Monte dei Cocci, nel cuore di Testaccio, quartiere simbolo della cucina tradizionale romana nel territorio della nostra Delegazione. Da allora la storia si tramuta in cronaca e la Delegazione di Roma Eur prosegue con successo la propria attività, organizzando tra le altre manifestazioni, in occasione del proprio decennale, un grande convegno sulla cucina degli Anni Cinquanta nella prestigiosa sede del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari e acquisisce una visibilità sempre maggiore in Italia e all’Estero grazie anche alla costante presenza sui social network. Tratto da “La Delegazione Roma Eur” di Francesco Ricciardi - La Cucina degli Anni Cinquanta- Atti del Convegno - Roma 2012.