01/09/2026
UNA SCUOLA INTERNAZIONALE NON AVEVA BISOGNO SOLTANTO DI AULE.
Ci sono luoghi che devono fare qualcosa in più che funzionare bene.
Devono farti sentire parte di ciò che rappresentano.
È stato questo uno dei pensieri che ci ha accompagnato progettando a Firenze la nuova sede di una Scuola Internazionale di Gemmologia.
Qui arrivavano studenti da molti Paesi del mondo. Alcuni rimanevano pochi giorni, altri settimane o diversi mesi.
Volevamo che, entrando, capissero immediatamente dove si trovavano.
Per questo il colore è diventato uno dei protagonisti del progetto.
Grandi superfici di vetro, attraversate da colori scelti per richiamare il mondo delle pietre preziose:
il bianco per la purezza del diamante, il rosso del rubino, il blu dello zaffiro, il nero per la rarità del diamante nero e il giallo del quarzo citrino.
Un linguaggio che accompagna le persone attraverso gli ambienti e rende riconoscibile l'identità della scuola.
Ma c'era anche Firenze.
Non poteva rimanere semplicemente fuori dalla porta.
La sua storia e la sua cultura entrano nel progetto attraverso lo spazio dedicato alle esposizioni temporanee e, soprattutto, nel laboratorio collocato nella parte più antica dell'edificio.
A distanza di anni, è proprio questo che ricordiamo del progetto:
aver cercato di costruire non soltanto una scuola, ma un'esperienza capace di far sentire le persone parte di quel mondo.
Perché uno spazio può essere funzionale, bello, ben organizzato.
Ma quando riesce anche a farti sentire nel posto giusto, accade qualcosa in più.
Progettare lo spazio, non lo stile.